Gemma ha cinquant’anni, è sposata da venti e ha una figlia di sedici anni — una famiglia estremamente unita. La sua malattia, un carcinoma mammario con metastasi diffuse, ha segnato un percorso doloroso e aggressivo, che l’ha portata a essere allettata, gonfia e sofferente. Nonostante tutto, i suoi occhi azzurri brillano ancora di una luce vivace, e il suo sorriso è sempre presente.
Tutta l’équipe si affeziona profondamente a Gemma. È una donna meravigliosa che, pur affrontando il suo destino, non perde mai la sua gentilezza. La frattura imminente con la sua famiglia, che la adora, è straziante — eppure lei riesce a mantenere una dignità che colpisce tutti.
L’incontro con l’arteterapia
Quando le propongo di disegnare, Gemma accoglie l’idea con entusiasmo. Mi racconta di aver sempre desiderato frequentare un corso di disegno, ma non aveva mai avuto il tempo né l’occasione giusta. Le offro diverse grammature di carta e materiali, ma la sua scelta ricade sulle matite colorate che possono essere sfumate.
Per Gemma, l’arteterapia non è solo una distrazione dal dolore fisico, ma un’opportunità di riscoprire se stessa, di riappropriarsi di un’autonomia che la malattia aveva minato. Appoggio un piccolo tavolino sulle sue gambe e organizzo il materiale attorno a lei in modo che possa disegnare in autonomia. Nonostante la malattia e gli ausili che la circondano, è ancora perfettamente in grado di esprimersi.
Il primo fiore
Il primo disegno che realizza è un fiore semplice, ma per Gemma è molto più di un’immagine: è il segno tangibile di un’autoefficacia ritrovata. “Sono proprio brava!” esclama felice, un sorriso che illumina il suo volto stanco. Questo piccolo gesto di creazione le restituisce una sensazione di potere, una riconnessione con quella parte di sé che la malattia aveva cercato di annullare.
Poco dopo, con poche indicazioni da parte mia, crea una splendida farfalla dai colori vivaci. Su di essa scrive una dedica commovente, esprimendo un amore eterno e la promessa di un incontro futuro. La farfalla diventa simbolo di trasformazione — il desiderio di svestirsi della crisalide, del dolore, e rinascere, liberandosi dal fardello fisico ed emotivo. Non ci sono lacrime in questo momento: solo orgoglio.
Il desiderio di autonomia
Durante il lavoro, Gemma non chiede mai che io faccia qualcosa per lei. Preferisce che le spieghi come procedere. Non vuole che intervenga nel suo disegno — vuole essere lei l’autrice. Questo atteggiamento riflette un profondo bisogno di mantenere il controllo su un aspetto della sua vita che la malattia ha cercato di toglierle. Da parte mia, c’è totale discrezione e rispetto.
Successivamente si dedica alla realizzazione di una pianta di ciclamini per la sua amata figlia. Non riuscirà a completarla, ma lascia il compito al marito di finirla. Anche qui, una dedica struggente di commiato si inserisce nell’opera — un ultimo atto di amore e cura. La composizione è delicata e ricca: un’esplosione di colori tenui e gentili. Il fiore ha un vaso, radici, foglie verdi, boccioli — un simbolo di vita che nonostante tutto continua a crescere. La vita di Gemma, seppur breve, è come il ciclamino: fragile ma splendente.
Un mese di condivisione
Il percorso terapeutico di Gemma dura un mese. La relazione con la sua famiglia è molto forte, in particolare con il marito, che condivide con lei la sofferenza e la fatica. Con la figlia il rapporto è più distante: la giovane ragazza tenta di proteggere il suo dolore, nascondendolo dentro di sé.
Il marito mi confida che l’arte le ha dato un senso di serenità e felicità nei suoi ultimi giorni. Gemma aveva scoperto un talento nascosto, una passione per il disegno che non aveva mai avuto il tempo di esplorare. Ciò che ha creato durante il suo percorso ha avuto un valore inestimabile per lei e per chi l’ha amata.
L’arteterapia ha permesso a Gemma di affrontare la sua malattia con dignità e creatività, trasformando il dolore in un linguaggio di bellezza e speranza. Il disegno non solo le ha offerto uno spazio per esprimere se stessa, ma ha dato alla sua famiglia un’eredità che li accompagnerà per sempre.