Il Memoir
Arteterapia in Hospice e Stati Vegetativi — un percorso professionale e umano
Questo memoir nasce da anni di lavoro nei reparti dove la vita incontra il suo confine. Dieci stanze di Hospice, sette di Stato Vegetativo: ognuna con una storia, un volto, un gesto.
Si rivolge agli operatori del settore e a chiunque voglia comprendere come il processo creativo possa accompagnare il fine vita con delicatezza, rispetto e bellezza.
Perché questo libro, perché lavorare con chi sta morendo, e la storia personale che mi ha portata fin qui.
Cos'è un Hospice, chi sono i suoi pazienti, e come l'arteterapia trova il suo spazio in un contesto così delicato.
Il diario di una giornata tipo in Hospice. Dieci stanze, dieci storie, dieci modi diversi di stare al mondo.
Una donna di cinquant'anni, un carcinoma avanzato, e la scoperta di un talento che non sapeva di avere.
Un pittore autodidatta di ottantotto anni, uno spirito anarchico, e un ultimo quadro che chiude un capitolo della vita.
Una donna lucida e loquace che attraverso il segno, il colore e la dedica combatte la paura di lasciare soli i propri figli.
Sette stanze, segnali minimi, e l'arte di cogliere ciò che il corpo racconta quando le parole non ci sono più.
Tre uomini, tre storie di corpi immobili e mondi interiori che chiedono di essere raggiunti.
Sara, Antonio, Luisa e le donne del martedì. Storie di chi vive accanto alla malattia e trova nell'arte uno spazio per respirare.
Il lavoro con il team multidisciplinare, le difficoltà dell'integrazione, e le proposte per costruire coesione e ascolto.
Dai pastelli alla creta, dalla musica ai materiali medicali reinventati: gli strumenti del lavoro arteterapeutico.
Riflessioni sul significato di accompagnare il fine vita, sulla nostra società e sull'importanza di imparare a lasciar andare.