Istituto Golgi Redaelli: l'arte che accompagna
Otto anni di lavoro continuativo presso l'Istituto Golgi Redaelli di Milano. Dal 2017 al 2023 nel Centro Diurno Integrato e in sei reparti RSA, con persone affette da Alzheimer, demenza senile, disturbo bipolare e depressione: attraverso i materiali artistici ho promosso autostima, recupero di dignita e manualita fine. L'esperienza e esitata in una mostra che ha interessato tutta l'area del CDI. Dal 2021 al 2025 ho lavorato anche nei reparti Hospice e SVP, occupandomi di degenti, caregiver e equipe medica con attività di gruppo e individuali.
Un’istituzione con sette secoli di storia
L’ASP Golgi Redaelli e un’istituzione storica della citta di Milano, nata dalla fusione di enti assistenziali che operano sul territorio da oltre settecento anni. Oggi gestisce strutture RSA, Hospice e Centri Diurni Integrati dedicati alla cura dell’anziano e del malato cronico.
In questo contesto ho lavorato per otto anni, portando l’arteterapia in reparti e contesti molto diversi tra loro — ognuno con le sue specificita, le sue fragilita, le sue risorse nascoste.
Centro Diurno Integrato e RSA (2017–2023)
Dal 2017 al 2023 ho condotto percorsi arteterapeutici nel Centro Diurno Integrato e in sei reparti RSA, lavorando con persone affette da Alzheimer, demenza senile, disturbo bipolare e depressione.
Il lavoro con l’anziano fragile richiede una sensibilita particolare: i tempi si dilatano, i gesti si semplificano, ma le emozioni restano intatte. Attraverso i materiali artistici — colori a dita, argilla, collage — ho promosso:
- Il recupero dell’autostima e del senso di dignita
- Il mantenimento della manualita fine
- La stimolazione cognitiva attraverso il processo creativo
- Il rafforzamento delle relazioni all’interno del gruppo
Questo percorso pluriennale e sfociato in una mostra che ha coinvolto l’intera area del CDI: le opere dei partecipanti sono state esposte, restituendo visibilita e valore al lavoro di persone troppo spesso invisibili.
Hospice e SVP (2021-2025)
Dal 2021 il mio intervento si e esteso ai reparti Hospice e Stato Vegetativo Persistente (SVP), dove il lavoro assume un significato ancora piu profondo. In Hospice l’arteterapia accompagna il fine vita: non si tratta di produrre opere, ma di offrire uno spazio di espressione e dignita anche nell’ultimo tratto del cammino.
Lavoro con:
- I degenti, attraverso attivita individuali e di piccolo gruppo
- I caregiver, offrendo uno spazio di elaborazione e sollievo
- L’equipe medica, con interventi di supporto e prevenzione del burnout
In Hospice ho imparato che l’arte non ha bisogno di tempo per essere significativa. A volte basta un segno, un colore, un gesto condiviso.
Il lavoro in equipe
In tutti questi contesti, il confronto costante con medici, infermieri, psicologi, fisioterapisti e operatori socio-sanitari e stato fondamentale. L’arteterapia non agisce in isolamento: si integra nel progetto di cura della persona, portando uno sguardo diverso — quello della creativita — dentro un percorso clinico strutturato.
Memoir
Dal lungo lavoro in Hospice e SVP presso l’Istituto Golgi Redaelli è nato un ‘memoir’ che racconta dall’interno l’esperienza dell’arteterapia nelle cure palliative. Non un manuale tecnico, ma un racconto personale: il rapporto con i pazienti, il lavoro in équipe, le scelte terapeutiche, i silenzi, le scoperte e le domande che restano. Un testo che intreccia la dimensione clinica e quella umana, perché in hospice le due cose non si separano mai.
Il libro è consultabile gratuitamente su questo sito e disponibile per il download.